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Ciao Tom

 - Atleti

Siamo abituati a quelle sensazioni, a quella snervante attesa prima di ricevere la notizia che sì, tutto è andato bene. In fondo è normale: conosciamo le regole della montagna e proprio l’attesa è una delle prime che si imparano. Ma quando i giorni passano, quando diventano troppi, la speranza svanisce e l’incubo diventa realtà, ben prima della brutale certezza delle immagini: Tom e Daniele non ce l’hanno fatta, presi per sempre dal Nanga Parbat.

Ti nascondi dietro la routine del lavoro, delle altre cose, e la prendi come un (falso) rimedio per fingere che tutto sia come prima, cha sia soltanto un brutto sogno. Ma non è così e allora ti ritrovi nudo, inerme nel groviglio di pensieri ed emozioni che ti assalgono e ti schiacciano. Pensi a Tom, a Daniele e alle loro famiglie. E vedi Jim, il padre di Tom, e Kate, sua sorella, e rifletti su quello che la vita gli ha riservato.

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La tua storia con Tom ti scorre davanti, come un film: i primi contatti durante il progetto delle sei Nord delle Alpi in inverno, il primo incontro, la timidezza di un ragazzo che, in punta di piedi, conosce quello che in gergo diventa un suo “sponsor”. Un termine freddo, “sponsor”, che non rende giustizia ai rapporti e ai legami profondi che si instaurano tra le persone. Perché alla fine si diventa amici e quando accadono cose del genere stai male, e tanto, per una persona a cui tenevi molto, che ha condiviso un pezzo di strada con te, un pezzo di vita.

Tom ci aveva catturato con quella sua semplicità fatta di poche parole, perché l’essenziale non ha bisogno di lunghi discorsi: le sue capacità, il suo stile e il suo approccio erano sotto gli occhi di tutti, e specialmente di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo da vicino. Ora, purtroppo, fanno parte di quell’eredità che prende forma nelle mille sfumature che ogni persona si lascia alle spalle.

Infine arrivano le domande, come sempre, e le (non) risposte che ognuno si dà, costruendole in qualche modo come antidoto più o meno efficace al dolore. La scienza, la tecnologia, gli algoritmi che ormai pervadono le nostre vite sono nulla, non ci sono di aiuto. E forse è proprio qui che nasce il germe, nell’estremo dolore, di una nuova speranza: che Tom, da qualche parte, abbia già riabbracciato sua madre, Alison, e che stiano già salendo una bellissima montagna. Madre e figlio per sempre insieme, in una splendida e commovente cordata, invisibile soltanto ai nostri occhi.

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